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La Memoria – Storie di “Desaparecidos”.

22 Settembre 2009

 

 

La memoria si risveglia per ferire
i popoli addormentati
che non la lasciano vivere
libera come il vento.

I desaparecidos cercati
con il colore delle loro nascite
la fame e l’abbondanza che si uniscono,
i maltrattamenti con il loro malo ricordo.

Tutto è inchiodato nella memoria,
spina della vita e della storia.

La memoria punge fino a far sanguinare
i popoli che la stringono
e non la lasciano andare
libera come il vento.

Tutti i morti della A.M.I.A.
e quelli dell’ambasciata di Israele,
il potere segreto delle armi,
la giustizia che guarda e non vede.

Tutto è nascosto nella memoria,
rifugio della vita e della storia.

Fu quando tacquero le chiese,
fu quando il calcio si mangiò ogni cosa,
che i Padri Pallottini e Angelelli
lasciarono il loro sangue nel fango.

Tutto è nascosto nella memoria,
rifugio della vita e della storia.

La memoria scoppia fino a vincere

i popoli che la opprimono
e che non la fanno esistere
libera come il vento.


Video importato

YouTube Video

 

Questi versi sono del cantautore argentino León Gieco.
Parlano della memoria,la memoria di un storia tragica che in

molti non conoscono,parlano di una storia che a molti sembra

lontana,distante nello spazio e nel tempo;ma questa storia

riguarda anche noi,in quanto sardi,in quanto italiani,in quanto

cittadini del mondo.
Per rendermi conto di questo mi è bastato leggere alcuni libri:
"30.000 desaparecidos : reportage di fatti realmente accaduti

durante la dittatura militare argentina"di Peppino Canneddu,"El

Tano : desaparecidos italiani in Argentina" di Carlo Figari  e

ultimamente "Le Irregolari " di Massimo Carlotto.
Così è nato e si è sviluppato il mio percorso di ricerca attraverso

le vicenda di questa tragedia generazionale argentina, che mi

ha portato a scoprire che questo silenzio riguarda anche Mario

Marras e Martino Mastino di Tresnuraghes,di Vittorio e Anna

Maria Perdighe di Samugheo,paese limitrofo alla mia Meana,e

di Giuseppe Chisu di Orosei,altro comune che conosco molto

bene.

Storie di sardi insomma,storie che fino a poco tempo fa erano

sconosciute e che per fortuna adesso sono uscite dal

dimenticatoio.
Ma son storie simili  ad altre decine di migliaia di giovani

trucidati e sepolti sotto un assordante silenzio per anni.
Storie di quando il mondo intero rimase a guardare,"di quando

tacquero le chiese e di quando il calcio si mangiò ogni cosa".
Grazie al lavoro delle "Madri di Plaza de Mayo",oggi, la

memoria di questi ragazzi  è conosciuta in tutto il mondo,
ma ancora non bastano i libri,i film e le testimonianze, perchè

nonostante che anche in Italia si siano fatti i processi ai "militari

argentini" per l’omicidio e l’occultamento di cittadini italiani in

Argentina,la memoria non è ancora conosciuta da tanti.
Questo per ora è il mio piccolo contributo.
Vi consiglio i tre libri che ho citato prima ma anche la visione di

tre film:"Garage Olimpo" di Marco Bechis,"La notte delle matite

spezzate" di Héctor Olivera e "La Historia Oficial" di Luis

Puenzo"(potete trovarli su You Tube in lingua originale).
Molto interessante è anche la testimonianza dell’ex

Ambasciatore Italiano in Argentina Enrico Calamai,in una

puntata di " La storia siamo noi" di Giovanni Minoli(anche

questa la potete trovare su You Tube).

Adiosu.

 

 

 

 

 

 

 

 

  1. 26 Settembre 2009 a 2:48 | #1

    Incredibile come la bestia umana sia assetata di sangue e come l’indifferenza possa aiutare a nascondere certi crimini…un grazie sincero per il tuo stimolare alla conoscenza…
    Ste’

  2. 30 Settembre 2009 a 17:35 | #2

    ci sono italiani ed europei che negano l’olocausto pensa un po’ come ci possono essere i ricordi per gente così lontana.Purtroppo l’umanità è sempre più indifferente a tutto,sembra quasi che a questo mondo esistano solo i soldi e le ricchezze……che schifo ciao Ida

  3. manu
    1 Ottobre 2009 a 18:23 | #3

    La memoria è la capacità di ricordare il passato e riconoscere nel presente tutte le situazioni che si assomigliano.Quindi serve ad agire oggi e non deve essere solo qualcosa che funziona con 50 anni di ritardo.

    La memoria è l’unico strumento che può impedire il ripetersi degli errori.

    La storia dell’Argentina sarà sempre macchiata dal sangue dei desaparecidos e “Nunca Mas”(Mai più) è il grido che risuona ed esplode da tutte le associazioni mondiali di tutela dei diritti dell’uomo,dagli”ultimi cittadini di questa famosa città civile”(come cantava F.De Andrè)

    Mauri….ricordiamo sempre!!!

    manu

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